Il sistema di segnaletica CAI

Il Club Alpino Italiano definisce attraverso i propri regolamenti tecnici i criteri di segnalazione dei sentieri sul territorio nazionale. Il segnavia principale è il tricolore bianco-rosso-bianco applicato su rocce, alberi e paletti in legno o alluminio. Le varianti principali sono:

  • Segnavia su roccia — dipinto direttamente sulla roccia ogni 150-300 m in quota o ogni 80-150 m in bosco fitto.
  • Palina segnaletica — paletto con tabelle che indicano direzione, nome della destinazione e tempo di percorrenza in ore/minuti.
  • Ometto di pietre — catasta di pietre sovrapposta usata in zone senza supporti naturali (ghiacciai, creste scabre).

I sentieri CAI sono numerati su base regionale. I numeri a due cifre identificano sentieri di primo ordine (percorsi principali con segnaletica completa); i numeri a tre cifre identificano varianti o raccordi. Le alte vie hanno numerazione propria (Alta Via delle Dolomiti 1-10, Alta Via della Valle d’Aosta, ecc.).

Le cartine topografiche di riferimento

La cartografia ufficiale per l’escursionismo in Italia è prodotta dall’IGM (Istituto Geografico Militare) in scala 1:25 000. Per le aree alpine, le edizioni Tabacco, Kompass e Freytag & Berndt pubblicano carte dedicate integrate con il tracciato dei sentieri CAI e la numerazione aggiornata.

La scala 1:25 000 permette di leggere curve di livello ogni 10 m, il che è sufficiente per pianificare tappe con dislivello medio. In terreni molto articolati (Dolomiti, Alpi Pennine), si adotta la scala 1:10 000 per i tratti tecnici. Le competizioni di trekking forniscono agli iscritti la cartina ufficiale del percorso, spesso derivata da rilievi GPS con restituzione in scala 1:20 000.

Struttura delle competizioni a tappe

Le gare di trekking competitivo si svolgono su 2-5 giorni consecutivi. Ogni tappa prevede:

  • Un percorso con waypoint obbligatori (checkpoint) segnalati da giudici o da tag elettronici.
  • Un tempo massimo di percorrenza per non incorrere in penalità o squalifica dalla tappa.
  • Un punto di partenza e uno di arrivo con rilevamento elettronico del tempo (sistema simile all’orienteering).
  • Una valutazione opzionale della tecnica di lettura carta, con domande sui punti notevoli attraversati.

La classifica finale viene costruita sommando i punteggi di ogni tappa. Le penalità vengono applicate per ritardi, mancato raggiungimento di checkpoint e materiale obbligatorio mancante ai controlli.

Differenze rispetto al trail running

Il trekking competitivo non prevede la corsa come modalità di spostamento dominante. Il passo è escursionistico, con enfasi sulla lettura del percorso rispetto a una mappa cartacea anziché su un dispositivo GPS. L’uso del GPS è spesso vietato nelle categorie competitive per preservare l’elemento navigazionale della disciplina.

Il materiale richiesto è più pesante rispetto al trail running: zaino da 20-35 litri, materiale da bivacco in alcune categorie, kit di pronto soccorso completo e razioni alimentari per l’intera tappa senza rifornimenti esterni.

Percorsi segnalati di riferimento in Italia

Alcune delle strutture sentieristiche più utilizzate nelle competizioni italiane:

  • Alta Via delle Dolomiti n. 2 — da Bressanone a Feltre, 180 km, 10 tappe, D+ complessivo circa 12 000 m.
  • GTA (Grande Traversata delle Alpi) — da Vinadio al Lago Maggiore, circa 650 km in 45 tappe, scala preferenziale 1:25 000 Tabacco.
  • Via degli Dei — da Bologna a Firenze, 130 km su crinale appenninico, segnaletica mista CAI e Comune di Bologna.
  • Sentiero Italia CAI — il più lungo percorso italiano, oltre 7 000 km da Trieste a Ventimiglia, con varianti insulari in Sardegna e Sicilia.

Riferimenti e federazioni

Il CAI (cai.it) coordina la rete sentieristica nazionale e pubblica le linee guida sulla segnaletica. Le competizioni di trekking competitivo organizzate da soggetti privati si appoggiano spesso al regolamento tecnico CAI per la segnaletica e ai regolamenti FIDAL per le norme medico-sportive. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (coni.it) riconosce il trekking come attività motoria in ambiente naturale, non come disciplina federale autonoma.